Vendite crollate in Cina: Apple affonda e trascina giù le Borse. La società di Cupertino ha chiuso in calo del 9,96%.

Tonfo di Apple in Borsa, dove arriva a perdere il 10,01%, per un capitalizzazione di mercato inferiore a Google. Il crollo è stato innescato dalla revisione al ribasso delle stime per i ricavi in seguito al rallentamento dell’economia della Cina e della domanda di iPhone nel paese.

Lo spread tra Btp e Bund – per la prima volta dal 18 dicembre scorso – chiude in netto rialzo a 270,6 punti base dai 253 della chiusura di ieri. Il rendimento del titolo decennale italiano è al 2,85%.

L’annuncio a sorpresa di Apple arriva come un’ulteriore conferma dei peggiori timori degli investitori: il taglio delle stime di Cupertino certifica la frenata del Dragone cinese che lascia intravedere un effetto a macchia d’olio sia sulle aziende sia sull’economia globale.

Apple taglia a 84 miliardi di dollari le stime per i ricavi del primo trimestre dell’esercizio fiscale, quello che si è chiuso il 29 dicembre.

«Avevamo anticipato alcune difficoltà su mercati emergenti chiave, ma non avevamo previsto la portata della decelerazione economica, soprattutto in Cina» spiega l’AD di Apple, Tim Cook. La Cina rappresenta circa il 15% dei ricavi di Cupertino.

Cupertino, così come l’ex colosso dei cellulari, è fortemente dipendente dagli upgrade dei suoi dispositivi e più l’economia rallenta meno i consumatori sono disponibili a cambiare il loro smartphone.

Con la revisione Apple torna alla realtà dopo essere stata considerata per anni l’esempio da seguire ed essersi affermata come la prima a sfondare quota 1.000 mld di dollari di valore.

 

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