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09 Lug 2020

La nota app di messaggistica rischia di non essere più disponibile per l'Italia: l'Agcom vuole fermare la pirateria dei quotidiani digitali. Conosciamo tutti Telegram al mondo d'oggi? A quanto pare sembra di si', ma molti non sanno cosa si cela veramente dietro a questo software così popolare. Apparentemente potrebbe sembrare una brutta copia di Whatsapp (probabilmente sarebbe più appropriato bella), ma non è cosi: da un po' di anni è sempre più diffuso il fenomeno dello sharing illegale, ogni giorno vengono condivisi, in numerosi gruppi, contenuti musicali. serie TV, eBooks, Film e giornali. A questo punto vi chiederete se questa condivisione avviene tramite un piccolo compenso in denaro o meno? Nella maggior parte dei casi tutto ciò è disponibile gratuitamente a tutti gli utenti che ne vorrebbero fare uso. Ma non è finita qui, su Telegram è possibile anche trovare alcuni abbonamenti illegali delle note liste IPTV e addirittura materiali pedo-pornografici, come dimostrato da un'inchiesta giornalista italiana di recente. A far scattare l'allarme alla Federazione degli Editori di Giornali è stato il notevole picco rilevato in questo mese di quarantena, il quale ha portato tantissimi utenti ad usufruire illegalmente dei tantissimi quotidiani e riviste disponibili ogni giorno. La FIEG, considerando la spiacevole situazione, ha chiesto ad Agcom di far sospendere il servizio della piattaforma in oggetto. Tuttavia si potrà fare ben poco perché Telegram è russo e non risponde alla richieste di takedown dei detentori di diritti e delle Forze dell’Ordine. La FIEG ha monitorato circa 10 canali all'interno del software russo che condividevano questi contenuti editoriali ogni giorni e sono stati rilevati circa 580mila utenti complessivi ( 46% di iscritti negli ultimi tre mesi) e in questo periodo di di pandemia c’è stato un incremento dell’88% delle testate diffuse. Una diretta conseguenza di tutto ciò  è stata una clamorosa perdita di circa 670 mila euro al giorno (250 milioni l’anno) a causa della distribuzione pirata di quotidiani e riviste su canali Telegram. Per ovvio motivo è stata inoltrata una richiesta di sospensione all'Agcom con le seguenti motivazioni: "In mancanza di un intervento il rischio corso dal mondo dell’editoria è quello di veder distrutti il lavoro e gli investimenti delle migliaia di persone che mantengono in vita la filiera produttiva della stampa: dagli editori ai giornalisti, dai poligrafici, ai distributori e agli edicolanti." Nei prossimi giorni l'Agcom prenderà in esame queste accuse della FIEG e valuterà se sospendere l'attività di Telegram, inItalia, per un certo quantitativo di giorni